Tanti anni fa, ma proprio tanti, ai bambini si insegnava che la lealtà, l'altruismo, la modestia, la pazienza e la sincerità erano valori sacri, sviluppando la specie “Homines cum coleos”. Una generazione di maestri stolti ha confuso questi valori con quelli di devozione, condiscendenza, mediocrità, sopportazione e ingenuità riproducendo diverse generazioni di quelli che, nell'odierno senso comune, vanno sotto il nome di “Homines Coleos” o, più spesso, semplicemente Coleos. Riducendosi la popolazione di “Homines cum Coleos”, avanza la “Proles Scorti”.
La “Proles Scorti” è sempre esistita, ma, da circa trent'anni, con la crescita della specie “Homines Coleos” ha trovato habitat molto ospitale in quella parte di mondo contenuta verticalmente tra le Alpi Aurine e Lampedusa e, orizzontalmente, tra le Alpi Cozie e la Palascìa.
Il Filius Scorti si caratterizza dal fatto che ha eletto il tradimento, l'egoismo, la millanterìa, la pavidità e la menzogna a titoli di merito. Le sue armi preferite sono il ricatto e la calunnia, opera classicamente fuggendo il confronto diretto e spargendo fango su chiunque. Unica passione il denaro, unico dio quello senza la d.
Il Filius Scorti non ha sogni o desideri, ha solo capricci del momento. È assolutamente incapace di pensare ad un futuro più lontano di domani, già il dopodomani per lui è troppo complicato, e di chi viene dopo, allegramente, se ne fotte.
Il Filius Scorti ha la capacità di convincere la specie “coleos” a sopportare e soddisfare i capricci che manifesta più o meno giornalmente.
Il Filius Scorti dice spesso: "o si fa come dico io oppure me ne vado". I coleos, disabituati a fare a meno dei Filii Scorti, in gran numero si sollevano e chiedono al Filius Scorti di rimanere, immaginando che la sua dipartita possa esser foriera di chissà quale sciagura. In realtà la dipartita di un “Filius Scorti” provoca solo l'immediato arrivo di un altro, magari peggiore. Questa consapevolezza induce i Coleos ad essere tendenzialmente conservatori.
Si attende per anni che vengano alcuni individui della specie “Homines cum Coleos” che ai capricci dei Filii Scorti rispondono, “apertis verbis”, di lasciare in pace i Coleos. I Filius Scorti di norma, di fronte ad un Vir (nome degli appartenenti alla specie “Homines cum Coleos”) fuggono a gambe levate ingoiando bile.
Guardavo tante persone con la faccia scavata dalla fatica e dal dolore e mi veniva in mente questa storiella. Un sacco di gente, alcuni volti noti altri meno, mi chiedevo: ma tutti questi signori che sono qui a discutere e ad ascoltare, queste donne e questi uomini che trascorrono la vita faticando e producendo per tenere in piedi questo paese, possibile che non sono riusciti a produrre un Vir che sappia prendere a calci nel culo i tanti Filius Scorti che si aggirano nei palazzi della politica e anche del sindacato?
Ecco che mi sono fatta una domanda, fermo restando che la categoria della “Proles Scorti” ha colonizzato in egual misura la destra e la sinistra, mi può restare la speranza che almeno a sinistra sia rimasto qualche esponente di “Homines cum Coleos”?
Possibile che fra tutti i candidabili alla guida della città di Brindisi non possa esserci uno che viene dal mondo del lavoro e magari dal sindacato? Possibile che almeno alle primarie non si possa candidare uno che viene da quel mondo li? Certo non è che la storia locale deponga favorevolmente, ma a me piace ricordare che Luciano Lama è stato un ottimo sindaco di una città bellissima che si chiama Amelia. Ci saranno Vir capaci di candidare una persona di quel tipo, ma, soprattutto ci sono sindacalisti o ex sindacalisti (che vengono dal lavoro non dai banchi della cooptazione) che sono capaci di presentarsi come “Homines cum Coleos” sfidare a viso aperto i “Filii Scorti”?
Certo che se anche a destra ci fosse una scelta del genere allora l'ottimismo invocato dagli alti scranni ne guadagnerebbe. Temo che sarà ancora la “Proles Scorti” il ceppo dominante (e comunque sempre meglio la “Proles Scorti” che un qualche “Coleos Immunis”) ma io questa storia ho voluto raccontarvela lo stesso.
Ad Majora.







