mercoledì, 26 novembre 2008

Tanti anni fa, ma proprio tanti, ai bambini si insegnava che la lealtà, l'altruismo, la modestia, la pazienza e la sincerità erano valori sacri, sviluppando la specie “Homines cum coleos”. Una generazione di maestri stolti ha confuso questi valori con quelli di devozione, condiscendenza, mediocrità, sopportazione e ingenuità riproducendo diverse generazioni di quelli che, nell'odierno senso comune, vanno sotto il nome di “Homines Coleos” o, più spesso, semplicemente Coleos. Riducendosi la popolazione di “Homines cum Coleos”, avanza la “Proles Scorti”.
La “Proles Scorti” è sempre esistita, ma, da circa trent'anni, con la crescita della specie “Homines Coleos” ha trovato habitat molto ospitale in quella parte di mondo contenuta verticalmente tra le Alpi Aurine e Lampedusa e, orizzontalmente, tra le Alpi Cozie e la Palascìa.
Il Filius Scorti si caratterizza dal fatto che ha eletto il tradimento, l'egoismo, la millanterìa, la pavidità e la menzogna a titoli di merito. Le sue armi preferite sono il ricatto e la calunnia, opera classicamente fuggendo il confronto diretto e spargendo fango su chiunque. Unica passione il denaro, unico dio quello senza la d.
Il Filius Scorti non ha sogni o desideri, ha solo capricci del momento. È assolutamente incapace di pensare ad un futuro più lontano di domani, già il dopodomani per lui è troppo complicato, e di chi viene dopo, allegramente, se ne fotte.
Il Filius Scorti ha la capacità di convincere la specie “coleos” a sopportare e soddisfare i capricci che manifesta più o meno giornalmente.
Il Filius Scorti dice spesso: "o si fa come dico io oppure me ne vado". I coleos, disabituati a fare a meno dei Filii Scorti, in gran numero si sollevano e chiedono al Filius Scorti di rimanere, immaginando che la sua dipartita possa esser foriera di chissà quale sciagura. In realtà la dipartita di un “Filius Scorti” provoca solo l'immediato arrivo di un altro, magari peggiore. Questa consapevolezza induce i Coleos ad essere tendenzialmente conservatori.
Si attende per anni che vengano alcuni individui della specie “Homines cum Coleos” che ai capricci dei Filii Scorti rispondono, “apertis verbis”, di lasciare in pace i Coleos. I Filius Scorti di norma, di fronte ad un Vir (nome degli appartenenti alla specie “Homines cum Coleos”) fuggono a gambe levate ingoiando bile.
Guardavo tante persone con la faccia scavata dalla fatica e dal dolore e mi veniva in mente questa storiella. Un sacco di gente, alcuni volti noti altri meno, mi chiedevo: ma tutti questi signori che sono qui a discutere e ad ascoltare, queste donne e questi uomini che trascorrono la vita faticando e producendo per tenere in piedi questo paese, possibile che non sono riusciti a produrre un Vir che sappia prendere a calci nel culo i tanti Filius Scorti che si aggirano nei palazzi della politica e anche del sindacato?
Ecco che mi sono fatta una domanda, fermo restando che la categoria della “Proles Scorti” ha colonizzato in egual misura la destra e la sinistra, mi può restare la speranza che almeno a sinistra sia rimasto qualche esponente di “Homines cum Coleos”?
Possibile che fra tutti i candidabili alla guida della città di Brindisi non possa esserci uno che viene dal mondo del lavoro e magari dal sindacato? Possibile che almeno alle primarie non si possa candidare uno che viene da quel mondo li? Certo non è che la storia locale deponga favorevolmente, ma a me piace ricordare che Luciano Lama è stato un ottimo sindaco di una città bellissima che si chiama Amelia. Ci saranno Vir capaci di candidare una persona di quel tipo, ma, soprattutto ci sono sindacalisti o ex sindacalisti (che vengono dal lavoro non dai banchi della cooptazione) che sono capaci di presentarsi come “Homines cum Coleos” sfidare a viso aperto i “Filii Scorti”?
Certo che se anche a destra ci fosse una scelta del genere allora l'ottimismo invocato dagli alti scranni ne guadagnerebbe. Temo che sarà ancora la “Proles Scorti” il ceppo dominante (e comunque sempre meglio la “Proles Scorti” che un qualche “Coleos Immunis”) ma io questa storia ho voluto raccontarvela lo stesso.
Ad Majora.

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mercoledì, 26 novembre 2008
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venerdì, 21 novembre 2008

Ne sono successe cose in un anno. Il 21 di Novembre del 2007 i killer del Governo Prodi (Dini e Bordon) fecero cilecca. Berlusconi era incazzato come una biscia, arruolò Storace e Santanché a destra e tale Giuseppe Pizza, legittimo proprietario del marchio Libertas, alla sinistra.
Il regicidio era solo rinviato, giusto il tempo per consentire al PD di eliminare la Sinistra. O, per meglio dire, per lasciare il tempo a quella Sinistra di recitare l'ultimo atto della sua esistenza.
Sappiamo tutti come è andata, il Governo Prodi è morto per eutanasìa, e la Chiesa ha taciuto. Veltroni ha chiuso l'ossigeno, Mastella l'alimentazione, la Sinistra, con la sua mania da primo della classe, si è suicidata un attimo prima.
Eredità pesante. Veltroni ha cancellato il suo principale avversario e favorito il principale complice. La Chiesa è in crisi di vocazioni (si stanno accorpando pure i Monasteri) e politicamente non riesce a cavare un ragno dal buco frantumata come è. La Sinistra continua la sua infaticabile opera di scissione e di ricerca (?). Il Cavaliere Silvio ha approvato tutte le leggi che lo riguardano e che lo tengono al sicuro. E Mastella? Ha lasciato anche lui una eredità: tale Riccardo Villari, medico e professore all'Università Federico II di Napoli. Al quarto mandato parlamentare. Tutti svolti in assoluta coerenza (DC, Cdu, 'Udeur, PD area Rutelli).
Il Prof. Villari oggi conosce un momento di notorietà. È stato scelto dalla maggioranza di centrodestra come Presidente della Commissione di Vigilanza della RAI. Questa presidenza spetta al Centrosinistra ma il Dott. Villari è gradito al centrodestra. Veltroni si è infuriato, ha chiesto a Villari di dimettersi ma quello ha detto che bisogna trovarne uno migliore, e Veltroni lo ha trovato (Zavoli), ma Villari dice che bisogna pensarci. In fondo non ha tutti i torti.
Il buon Giuseppe Pizza, vendendo lo scorso anno a Berlusconi il simbolo della DC, oggi ce lo ritroviamo sottosegretario all'istruzione. Il buon Riccardo Villari, vendendo al centrodestra la sua tessera di appartenente al centrosinistra, oggi diventa Presidente della Vigilanza RAI.
E poi dicono che questo governo trascura il SUD. Ha valorizzato Pizza e Villari, rappresentanti tipici di quel pezzo del Sud dalla mano lesta e dall'anima stracciona, che non avevano evidentemente trovato chi li potesse comprendere.
Rattrista che anche i più graduati Bocchino e La Torre, anche loro del Sud, si facciano beccare a trafficare con i pizzini durante le trasmissioni televisive.
Uno spettacolo bellissimo, con contorno di inciuci e reciproche protezioni a tutela di una classe di impuniti e impunibili, che combattono come nel Wrestling, grande scena ma senza farsi del male, tanto i beoti che fanno il tifo per una parte o per l'altra si trovano sempre.
Una frase mi colpì del discorso di Veltroni al Circo Massimo, davanti a quella gente, tantissima: “L'Italia è migliore di questa destra che la governa.”
Fu ripetuta più volte. E io ne sono convinto, con assoluta certezza. L'Italia è migliore di chi è al governo ma anche, mi consenta, molto migliore di quella che è all'opposizione. Una Italia migliore che fa di tutto per nascondersi, continuando a sopportare grumi di parassiti che continuano a ballare sulla tolda di una nave lercia e malandata, fra le note grevi del ricatto e gli assordanti silenzi di individui senza onore.
Ma non disperiamo, anzi. Siamo sotto il tallone di Re Augia ma credo che Ercole sia al lavoro, sta deviando il corso del fiume Alfeo, e l'Onda arriverà, forte e potente. E si porterà via lo sterco accumulato in questi anni e spazzerà la nave, da cima a fondo, e sullo scafo nettato dal lerciume ricomparirà il nome della nave. E toccherà rimetterla a posto quella barca, con pazienza e con impegno, eliminando tarli e topi, e tenendola pulita.

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categoria:pizza, la torre, veltroni, pizzini, bocchino, villari
mercoledì, 19 novembre 2008

Aggio è, secondo la definizione, il vantaggio che si ottiene barattando una moneta cattiva con una buona.
La sua etimologia è dubbia, probabilmente è semplicemente un rafforzativo di Agio inteso come comodità, oltretutto chi ha l'Aggio certamente ha l'Agio!!!
Vi sono alcune interessanti derivazioni di Aggio, ad esempio Agiottaggio o Aggiottaggio. Reato  perseguito dal codice penale (art. 501) e dal codice civile (art. 2637). In sostanza si verifica quando usando notizie false si alterano i prezzi di mercato e traendone vantaggio. Ad esempio quando lodi delle aziende pubblicamente e ne piazzi i titoli raccogliendo il consenso e il denaro dei beoti.
Aggio ha anche molti “falsi amici”, come prefisso (aggiornare) e come suffisso (maggio, paggio,  arrembaggio, cortometraggio, ecc.).
Due parole in aggio mi intrigano: coraggio e sondaggio.
Il coraggio me lo immagino come una sciarada da cui trarre: cor + aggio: al cor il falso s'espone, cercando una perigliosa azione.
Su sondaggio invece è più complicato fare ipotesi immaginarie, per fortuna la realtà ci viene incontro superando ogni fantastica fantasia.
Qualche giorno fa comparve la notizia che un sito web brindisino aveva lanciato un sondaggio sul rigassificatore. La notizia era che su cento risposte la maggioranza era per il si. Un notizione. Numerose “penne a portér” hanno pontificato sul mutamento del “clima sociale“ a Brindisi, qualcuno ha derivato che “la sensazione collettiva era mutata”.
E qui sondaggio e coraggio si fondono. Intanto ci vuole molto coraggio a chiamare sondaggio una specie di scherzo (ognuno può votare quante volte desidera e moltiplicare per n le sue risposte, adesso sembra abbiano partecipato oltre cinquecento persone e i si sono appena il 19%), e ci vuole ancora più coraggio a commentare quel sondaggio traendone qualche significato.
I sondaggi sono una cosa molto seria, talmente seria che sono anni che sbagliano completamente, i sondaggi sono come gli economisti, dicono un sacco di balle ma le dicono bene. Si continua a dare ascolto ai sondaggi e agli economisti perché raccontare la realtà è difficile, bisogna conoscerla e soprattutto tende ad essere poco affascinante. Le panzane sono più belle e possiamo raccontarle come ci pare, il Principe della Minchiata ha sentenziato: “la fiction è sempre migliore della realtà!”
Ecco allora cosa è il sondaggio: una cosa che sparata a prima mattina rende momentaneamente felici alcuni, tristi altri lasciando il mondo completamente indifferente. Però le puttanate da sondaggio, come dire, son d'aggio. Ne consegue che chi ha bisogno di fare nebbia per nascondere il mondo ne usa a vagonate.
Ecco l'ultimo sondaggio: Gli imprenditori lavorano tutti, mentre i fannulloni sono lavoratori dipendenti,  sono meridionali e, in maggioranza, sono di sinistra.
Non so se è vero, né farò mai un sondaggio per saperlo. Io sono un demodé, preferisco i proverbi antichi. Uno di essi mi ha terrorizzato da bambino: le bugie fanno venire il naso lungo o le gambe corte. Guardando l'enunciatore di quelle risultanze qualche dubbio sulla loro consistenza mi è venuto.
Soffiando leggermente sulla nebbia da sondaggio, si rischiara la realtà ed essa racconta che: le quotazioni del petrolio sono crollate (55 $ al barile) ma il prezzo dei carburanti no, migliaia di persone vanno in Cassa Integrazione, l'Alitalia non vola, i rifiuti di Napoli si sono trasferiti a Catania, i negozi sono pieni di merce e vuoti di clienti, gli olivicoltori sono alla fame ma l'olio costa un'occhio, il grano non rende nulla ma la pasta è intoccabile.
Ora però vi è un altro fattore che attrae l'attenzione del mondo: la presidenza della Commissione di Vigilanza della Rai. Veltroni si è arrabbiato con Villari. Incontro chiarificatore e richiesta di dimissioni. Zavoli sarebbe l'uomo giusto, ma sostituirà Villari o Veltroni? È aperto un sondaggio.
Per finire, il prefisso aggio consente anche vocativi divertenti: Aggiornalisti, non state aggiocare coi sondaggi, aggiornatevi, !!!

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categoria:veltroni, villari, zavoli
mercoledì, 19 novembre 2008

Lo scorso 8 novembre, nel prestigioso Castello Dentice di Frasso di Carovigno, il CSV (Centro Servizi per il Volontariato) di Brindisi ha organizzato un seminario di studi in preparazione delle attività per l'anno 2009. Il Comitato Direttivo del CSV, dimostrando alta considerazione per la cultura, ha nominato un Comitato Scientifico di supporto alle iniziative e alle decisioni. Comitato Scientifico composto da Gigi Perrone, Docente di Sociologia all'Università del Salento, Angelo Salento, ricercatore della medesima Università, Danilo Urso, Docente di Sistemi Industriali all'Università di Firenze, Maurizio Portaluri oncologo di chiara fama. Ragioni imperscrutabili e che mi onorano tantissimo hanno permesso di accostare il mio umile nome a così alta compagnia, e ragioni altrettanto misteriose hanno indotto i miei titolati colleghi a darmi l'incarico di presiedere il Comitato Scientifico. Sicché ho potuto fare una bellissima esperienza: partecipare alla assemblea delle associazioni di volontariato della provincia di Brindisi iscritte al CSV.

Dare i numeri è cosa che evito di fare, ma comunicare che il panorama della coesione sociale è vastissimo è cosa che deve essere evidenziata. Ho avuto il privilegio di condurre uno dei sette gruppi di lavoro come facilitatore, questo mi ha permesso di conoscere delle persone veramente speciali, persone che lavorano in associazioni vere, con missioni vere e scelte vere.

Il mio gruppo si è occupato della relazione tra Società e Rischio, e sono rimasto impressionato dalla varietà di contributi di grande pertinenza che sono stati prodotti da osservatori differenti.

Finalmente una discussione pregna di significato, di valore e di esempi sperimentati sul campo. Ho conosciuto la prima associazione di volontariato nata in virtuale e consolidatasi in reale, la Fasancult. Un'altra, piccolissima, che si occupa di mediazione familiare, un'altra ancora di malattie mentali e una delle emergenze economico-sociali, quotidiane, che saranno piccole ma per chi le vive sono montagne insormontabili, e ancora una che contrasta le tossicodipendenze. Tante associazioni, alcune grandi o grandissime altre microscopiche ma tutte vere.

Dico vere perché vi sono associazioni e associazioni, indipendentemente dal tema che unisce gruppi più o meno grandi di persone, vi sono delle caratteristiche essenziali che fanno riconoscere il volontariato vero da quello peloso.

La questione è talmente sentita che un gruppo, facilitato da Enzo Greco, ha sentito il bisogno di concentrarsi sull'etica del volontariato per stabilire canoni e criteri, sostanzialmente per distinguere il grano dalla lolla. L'opinione condivisa collettivamente da queste straordinarie persone è che il volontariato deve caratterizzarsi per la gratuità e per l'azione continua.

Aggiungo che il volontariato deve evitare la volgarità. E cosa c'è di più volgare per una associazione che raccontare i nomi e i cognomi delle persone che ha aiutato? Magari, a volte, facendosi anche meriti che non ha?

Vi prego, quando una associazione di volontariato si vanta di aver dato questo e quest'altro a quello e quell'altro, cancellatela dal panorama di chi s'offre a chi soffre, come va cancellato dal panorama della considerazione collettiva chi continua a raccontare i propri meriti e mai rappresenta i propri umani limiti, di chi è così Narciso da non dubitare mai delle proprie azioni.

Il 17 di novembre si festeggia Santa Elisabetta d'Ungheria, nata regina, promessa sposa a quattro anni, moglie a quattordici, vedova a vent'anni con tre figli. Poteva risposarsi ma della dote ricevuta indietro ne fece un ospedale e si fece povera tra i poveri, assistendo i malati anche i più ripugnanti e chiedendo la carità per aiutarli. In silenzio, rifiutando le sirene che l'avrebbero fatta vivere da regina. A ventiquattro anni muore, “gridata santa” fu canonizzata da Papa Gregorio IX nonostante i sabotaggi dei potenti che la detestavano. Ecco cosa deve essere il volontariato, gratuità silenziosa, possibilmente dalla parte degli ultimi fra gli ultimi, anche se i potenti non sono d'accordo.

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categoria:csv
venerdì, 14 novembre 2008

Mattina del quattordici novembre 2008, sono passati sei anni esatti da quando il Parlamento Italiano, in seduta comune, per ventitré volte applaudì Giovanni Paolo Secondo. Sei anni esatti dal giorno in cui alla presenza del Pontefice fu suonato l'Inno di Mameli. Pio IX era stato beatificato da due anni, lo stesso Pio IX che chiamò a raccolta cinque eserciti per abbattere la Repubblica Romana, e in quella lotta fu ucciso proprio Goffredo Mameli.
Storia di Italia, storia piena di contraddizioni. Dell'Italia nella quale si muore di lavoro e di diossina, dell'Italia del capitalismo dei profitti e del socialismo delle perdite, dell'Italia in crisi ma non per tutti e non per tutti uguale, Italia del conflitto perenne e del perenne “volemose bene”, dell'Italia qualunque e dell'Italia qualunquista, dell'Italia di Brunetta, l'anti-fannullone che non spiega che lavoro fa o ha fatto e soprattutto come lo ha trovato...
La Storia d'Italia è, piaccia o meno, la Storia di Roma, comunque e sempre caput mundi, città di fascino immenso e di esistenza millenaria. Anche oggi a Roma si scriverà un rigo o una pagina di storia. Oggi a Roma va in onda l'ONDA.
Ieri sera ho accompagnato al pulmann due matematiche e un avvocato, trecentotrenta e tre lodi, come studenti di trent'anni fa, ma più colti e preparati. Figli nostri che andranno a cercare di conquistare una possibilità di un pezzo di futuro, di quel futuro che una generazione sciagurata ha seriamente compromesso. Una generazione stuprata dal sangue del terrore e delle mafie, inebetita dal denaro facile, che ha investito tutto in fondi spazzatura beandosi di nani e ballerine, di saltimbanchi e venditori di fumo, di pallonari e culandari, di tronisti e curve da stadio, incapace di pensare a se stessa prima che ai propri figli.
Oggi a Roma va in onda l'ONDA, sono un po' preoccupato e un po' contento. Preoccupato perché temo che Manganelli e manganelli possano ripetere la Diaz, la rimozione di un prefetto capace come Carlo Mosca è un pessimo segnale. Preoccupato perché le squadre fasciste hanno rialzato la testa senza che nessun magistrato apra una inchiesta e assaltano la CGIL senza che la CGIL reagisca. La “mia” CGIL non la riconosco più, inebetita dagli attacchi, quasi incapace di agire, senza sponda politica, quasi allo sbando.
Preoccupato perché i miei ragazzi hanno studiato, sono bravi ma non sono capaci di reagire alla violenza, non la capiscono, sanno di scienza e di diritto, sono colti, hanno studiato e basta.
Ma sono anche contento, ho accompagnato trecentotrenta e tre lodi consapevole che anche questa è esperienza, è lotta per sé e per gli altri ed è giusto che sia fatta. Sono certo che l'intelligenza avrà la meglio sulla brutalità, ne sono certo e, segretamente ma non tanto, spero che l'ONDA sommerga questo stagno putrido sul quale galleggiano zombies nauseabondi. Andate ragazzi, siate seri e forti delle vostre idee, avete dalla vostra la giovane età, la speranza e la conoscenza. Andate, fate che l'ONDA diventi un salutare Tsunami che cambi questo paese, lo renda a vostra misura, che voi dovete viverlo negli anni a venire. Strumentalizzateci, per una volta.

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categoria:onda, giovanni paolo ii, cgil, pio ix, mameli
mercoledì, 12 novembre 2008

La ricchezza della diversità è indubbia, altrettanto lo è il fascino della complessità e certissimo permane l'estremo sforzo per coniugare il differente e il sinergico in armonia ed eugenia.
Angelo, Aurelio, Spartaco e Mario, Felice e Marica, Edoardo e Silvia, Alfredo ed Alfio e tanti altri pongono le mille e una domande del secolo, dalla politica di Brindisi al Novello di Tuturano, dall'utilizzo delle staminali alla diossina di Taranto, dal business delle mafie al concetto di “Sinistra”. È del tutto evidente che, per quanto possa avere sovrastima di me medesimo, è assai arduo racchiudere in ottoottantasei parole, firma esclusa, un discorso logico che possa render giustizia alle domande di tutti. In particolare in un momento topico del mio lavoro e delle mie passioni. Ma, come ci diciamo spesso con il mio amico Sandro, se fosse facile non ci avrebbero scomodati. E quindi ho il dovere di provarci.
La prima cosa, la più semplice, riguarda le cellule staminali e l'avviso che il Vaticano ha mandato a Barack. Se la Chiesa dura da circa duemila anni mentre gli imperi sono caduti tutti ci sarà una ragione, ed è molto semplice: il cattolicesimo ha resistito perché padrone della cultura e della scienza. Difese ad oltranza con roghi, assassinii, stragi e distruzioni di intere popolazioni. Ad ogni principio ceduto ha ridotto il suo potere temporale. Ora, sostanzialmente, gestisce i momenti cruciali dell'esistenza umana, amministra la nascita, la riproduzione, la morte. Non può cedere alcuno di questi capisaldi, pena la sua estinzione, la riduzione a movimento religioso privo di potere temporale. Io spero che Obama non si sottometta al potere della Curia, lo spero per il mondo e per il cristianesimo. Un cristianesimo privato delle incombenze dell'immenso potere temporale, potrà essere più unito e più impegnato verso l'evangelizzazione.
Poi viene il novello di Tuturano, la politica a Brindisi, le mafie, la diossina a Taranto. Qui le cose sono un po' più complesse ma hanno comune denominatore nei fatti: Cominciamo dalla carinissima Prestigiacomo, ministro per l'ambiente. Ecco: siccome la commissione AIA al suo ministero faceva le pulci all'ILVA di Taranto per la produzione di Diossina, ha licenziato tutti nominandone una nuova e ponendogli a capo un signore che invece del curriculum ha presentato un certificato penale la cui ampiezza era talmente esagerata che ha dovuto dimettersi. Qualcuno, malevolo, ha pensato che la Prestigiacomo volesse fare un favore a Riva, anche lui dal certificato penale generoso ma che ha fato un favore a Berlusconi entrando nella cordata dell'Alitalia e, dicono, promettendo di lasciare il posto a Mediobanca che intanto ha eletto Marina Berlusconi alla Vice-Presidenza. Ma sono solo malevoli. Semplicemente bisogna chiudere un occhio e favorire le imprese. Anche quelle che la diossina dovranno produrla bruciando rifiuti che vengono ridefiniti CDR in maniera fantasiosa. E qui entra la politica a Brindisi che si gioca tutta sulla “termovalorizzazione” dei rifiuti alle centrali a carbone e sul mercato dei terreni da desertificare con impianti di “Energie Alternative”, sicché presto avremo Elettricità a vagonate ma nulla da mangiare con buona pace della Cantina di Tuturano che ha fatto dei grandi sforzi per produrre ottimi vini e ridare dignità e orgoglio ai contadini. Ecco cosa è la mafia, usare il raggiro, il ricatto e la violenza per espropriare un territorio delle sue ricchezze. Lo si può fare con bande di mariuoli da due soldi o impestando il cielo e la terra di veleni. Oppure con entrambe le cose. Ma di ciò la politica non parla, né a Brindisi né altrove. Almeno firmate per salvare il Cesare Braico dal cemento, il link lo trovate sul mio blog: www.diario_di_bordo.ilcannocchiale.it.
Per ultimo viene il problema della Sinistra. Attualmente vi è ampio dibattito e feroce confronto per cercare di garantirsi un qualche posto al Parlamento Europeo. Siccome il PD è l'unico partito in grado di garantire qualcosa, molti pretenziosi cercano il modo di spacciarsi per pastori di molte pecore e trovare posti sicuri, ma vendono pecore che da tempo sono a pascere in altri luoghi. La sinistra, miei cari amici che tanto dibattete può avere solo due utopie: una si chiama socialista e l'altra comunista, il resto è atopia. Si riempiano di nuovi contenuti quei nomi, si lavori per ricomporre quella frattura che nell'attuale condizione storica non ha più alcun senso e forse si costruirà una eutopia per la quale vale la pena continuare a camminare, forse ci saranno anche gambe giovani e forti che sapranno correre veloci. Ma chi ha dato e, soprattutto chi ha preso, si metta in coda, a seguire, sospingere e sostenere.

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venerdì, 07 novembre 2008

Circa un mese e mezzo fa, Angelo, persona della quale ho sempre avuto grande stima, mi pose un quesito che riporto depurandolo dei riferimenti: “ ... in passato a xxx ... il figlio di un cittadino di Serie A, professionista con la "passione" della politica, amico degli amici, è stato trovato in possesso di sostanze stupefacenti e in quantità notevole, è stato segnalato all'amico genitore con buona pace di tutti; ... sempre a xxx il figlio di un cittadino di serie B, contadino, ... è stato trovato in possesso di sostanze stupefacenti, in quantità minore rispetto al più fortunato concittadino, ha passato guai seri dal punto di vista giudiziario con anche serie limitazioni della propria libertà,... Io amo pensare che la notizia del figlio di papà sia solo una leggenda metropolitana. Ma se così non fosse, perché un ragazzo deve vedere segnato il proprio destino fin dalla nascita?

Già, perché?

Le azioni di destrutturazione della scuola che questo Governo (ampliando le falle che sono state aperte dai precedenti), tempo fa furono caratterizzate dalla mitologia dei punti I, dimenticando completamente l'esistenza del punto G, oltretutto assolutamente fondamentale come ci apprestiamo a dimostrare.

Per quanti hanno meno memoria, rammento che i punti I venivano descritti come Inglese, Impresa, Informatica. Il punto G invece rappresenta una disciplina che, da tempo, è stata espunta dal panorama delle conoscenze fondamentali: la Geografia.

Sicché pochi ricordano la regione di Foligno e del suo birillo rosso, sanno cosa è il Don o il Dniepr e dove siano le Malvinas. Qualcuno ci prova frequentando Google Earth e similari, ma siamo all'epidermide.

E invece la Geografia è importante.

La Geografia racconta di paesi e città, di fiumi che portavano l'acqua e la vita trasformati in rivoli di morte. La Geografia racconta di coste a picco sul mare, un tempo colme di nidi di uccelli marini e ora colonizzate da ville che dell'uccello hanno solo il cranio.

La Geografia è importante perché fa capire la storia.

Ad esempio, mettiamo che abbiamo una centrale a carbone che vomita nel cielo qualche milione di tonnellate di anidride carbonica e mettiamo che si trova a Brindisi. Mettiamo che alcuni buontemponi vogliono inscatolare l'anidride carbonica prodotta a Brindisi nei barattoli dei pelati. La Geografia ci spiega che l'anidride carbonica prodotta a Brindisi si deve inscatolare a Parma, come il carbone spalato in Africa si deve bruciare a Brindisi e l'Energia a Brindisi prodotta si deve consumare a Treviso. Non avete capito nulla della storia? E nemmeno della Geografia? Normale, è la dimostrazione che sono legate. E non abbiamo nemmeno parlato di dove si producono le scatole..

La Geografia spiega la matematica,

Per esempio, ai miei allievi di Calcolo delle probabilità potrei dare il seguente esercizio: Sia Aldo uno sfigato che abita in una villa sul Lario (il lago, malpensanti, non qualche punto della First Lady con la fronte più adorna del globo); e sia Bruno uno di quegli uomini superfortunati che lavorano all'ILVA di Taranto e vivono a Statte. Facendo l'ipotesi che Bruno torni a casa senza incappare in un infortunio per venti anni, quanti inceneritori di rifiuti dovranno installare nei pressi della villa di Aldo affinché egli possa godere della medesima quantità di diossina che Bruno respira gratuitamente ogni giorno?

La Geografia spiega addirittura la giurisprudenza signori! Mette che sei un capomafia a Palermo, magari un assassino e trafficante di droga. Arrivi a Milano e diventi almeno stalliere. Se poi a Palermo eri un mafioso e arrivi a Roma passando da Milano puoi anche diventare onorevole.

Quindi caro Angelo, il tuo quesito è stato mal posto, tu hai immaginato che uno spacciatore di ricca casata fosse diverso da uno spacciatore della genie dei pezzenti. Hai sbagliato, essi sono perfettamente uguali davanti alla legge, solo che abitano in luoghi diversi e, come abbiamo visto, la geografia influisce terribilmente.

È il sette di novembre, i miei compagni comunisti sono a Mosca a celebrare l'anniversario della rivoluzione di ottobre del 1917. Dall'altra parte del globo, a Washington, se ne compie un'altra di rivoluzione: in meno cinquant'anni Barack e passato da semi-clandestino a Presidente degli USA. Sono affezionato con il cuore alla rivoluzione d'Ottobre, anche li chi non aveva da perdere che le sue catene cambiò radicalmente il mondo. Ma le catene poi sono tornate, forse più ferree che prima. Adesso preferisco essere partecipe della nuova rivoluzione, cosciente che rimarranno alcune catene ma almeno una si è rotta. Anche questa è geografia.

È il sette novembre e apprendo che per un anno le scuole “piccole” non verranno chiuse, che si tratta sull'università e che Berlusconi ha detto un'altra delle sue cazzate giganti. Spieghiamo al mondo che non é cattivo, vuole essere simpatico a tutti e ha fatto solo una delle sue battute: Obama è bello e abbronzato ha sentenziato. Apriti cielo. Ma dai amici del PD mica è la prima volta che dice una minchiata, prima volete fare le bicamerali, poi il dialogo, poi vi offendete.

Non si può essere così gretti. Sappiamo che Obama non si sogna di rispondere che Berlusconi è un nano pelato, ma quello è nato alle Hawai e Silvio in Brianza. È una questione di geografia.

È il sette di novembre e finalmente piove. Mi auguro che Mary Star faccia un decreto legge che, con il grembiule, il voto di condotta e il maestro prevalente reintroduca anche lo studio della geografia.

Saranno in tanti che impareranno a suggerirle un viaggio in Canada, magari a Vancouver.

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categoria:gelmini, rigassificatore, obama
mercoledì, 05 novembre 2008
normalsupport

Tutti gli esseri di pari specie nascono uguali nei diritti ma diversi nel DNA. Ognuno di noi è una specificità e ogni sforzo per classificarci, incasellarci, etichettarci ha un obiettivo miope anche se, molto spesso, suggestivo. Nel 1962, 46 anni fa, negli Stati Uniti, nascere con la pelle scura significava frequentare essere segnati, considerati inferiori. I bambini neri andavano nelle scuole differenziali perché considerati meno intelligenti dei bianchi, dei Wasp. Quarantasei anni fa nacque un bambino nero della peggiore specie, un sangue misto. Fu allevato e cresciuto dalla nonna. Ieri la sua nonna si è spenta, serenamente come solo le nonne sanno fare. Ieri suo nipote è diventato Presidente degli Stati Uniti d'America. È retorico forse, sedicenti grandi analisti, parlatori di professione, commentatori televisivi a gettone si stanno smascellando per spiegare il “fenomeno Obama”, raccontando ovviamente che lo avevano previsto e che loro sono stati li a sostenerlo sempre. Dimenticando che in Italia il tifo per Hillary Clinton alle primarie era spudorato e che i TG raccontavano sempre che i due candidati, Obama e Mc Cain erano quasi alla pari.

Aveva ragione Longanesi, “gli Italiani sono un popolo sempre pronto a soccorrere i vincitori”.

La cosa più comune che si sente è l'esaltazione della grande democrazia che “è capace di cambiare tutto nei momenti di crisi”, e il commento salace e banale di quelli che recitano la parte dei “cattivi” così si manifesta: “noi, in Italia, abbiamo sempre Berlusconi, Veltroni, Casini, Fini”. Sorrisetto di maniera e, felici come un Pasqua, si ritorna a casa con un altro gettone di presenza.

Non è difficile osservare che anche i commentatori sono sempre gli stessi e che il cortocircuito conviene a tutti, i soliti politici, i soliti commentatori, i soliti cerimonieri che scrivono sui soliti giornali e parlano dalle solite televisioni. Signori siete out, il vostro tempo è scaduto. La frontiera si è aperta. Un professore qualunque, nel mezzo del commino della vita, può partecipare alla campagna elettorale di un negro, lontano sette fusi orari e dare il suo piccolo, infinitesimo, contributo. E l'uomo nero vince anche con i miei pochi dollari e con i pochi dollari di milioni di persone come me. Non so cosa farà Barack, so che oggi è possibile unire un milione di uni e sconfiggere l'uno da un milione. So che si può fare. Non so cosa farà Barack, so che mi ha scritto questa mail che conserverò gelosamente:

Friend --
I'm about to head to Grant Park to talk to everyone gathered there, but I wanted to write to you first.
We just made history.
And I don't want you to forget how we did it.
You made history every single day during this campaign -- every day you knocked on doors, made a donation, or talked to your family, friends, and neighbors about why you believe it's time for change.
I want to thank all of you who gave your time, talent, and passion to this campaign.
We have a lot of work to do to get our country back on track, and I'll be in touch soon about what comes next.
But I want to be very clear about one thing...
All of this happened because of you.
Thank you,
Barack

Per una vita ho contribuito ad eleggere tizio e caio, amici appiccicaticci nel momento del bisogno, perfetti sconosciuti nel momento del successo. Mai ricevuto un grazie. Non so cosa farà Obama ma so che mi ha tenuto informato delle sue iniziative in campagna elettorale e che stamane mi ha fatto provare una grande soddisfazione.

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categoria:obama, barack
venerdì, 31 ottobre 2008

Stanchi, stanchissimi torniamo dalla manifestazione di Roma. Il ballo delle cifre è ormai come i sondaggi. Entrambi assolutamente falsi, e su quei falsi si aggrovigliano discorsi qualunque e comunque veri, poiché da una premessa falsa tutto ciò che si deriva è sempre vero, come insegna ogni manuale di logica che si rispetti.
Il nostro paese ha una sostanziale idiosincrasia verso la verità preferendo il mondo rappresentato a quello realmente esistente. Una delle poche volte in cui il massimo edificatore di bugie che sia mai comparso sull'italico suolo ebbe ad affermare un concetto reale fu nella preparazione del G8 di Genova. Così sentenziò: La “fiction” è sempre migliore della realtà!!!
Non sarò quindi io ad aggiungere altre dichiarazioni di presenze e/o smentite e/o conferme. Io racconto solo quello che hanno percepito i miei sensi.
La sera del 29, a Brindisi, vicino alla CGIL abbiamo preso il pullman. Ho incontrato tanti volti nuovi ma anche tanti altri noti, dai quali le vicende personali ci hanno divisi da anni. Preso posto con la mia compagna abbiamo optato per un po' di conversazione collettiva e tanto riposo data la non più giovanissima età. La pioggia ci ha accompagnato per quasi tutto il viaggio, inframezzato dalle soste di rito per cambio acqua e assunzione di nicotina per chi ancora ne è rimasto fedele.
Nel nostro pullman c'erano tre componenti: scuole elementari, scuola media e scuola superiore. Maestre, professori e presidi e anche un alunno, Stefano, figlio di Mina e Totò, con i quali fummo “compagni” prima della frantumazione. Ci ritroviamo qui, di nuovo come un tempo, non più per noi ma per i nostri figli. C'è Tina, che rammento quando era piccola ed ora è maestra. C'è Annina, maestra anche lei e amica di infanzia, e Mirella amica di sempre. C'è Dora e Valentina, Giovanni e Maria Antonietta e tanti altri, siamo cinquantadue, dagli otto ai sessantanni.
Di questi pullman la CGIL di Brindisi ne ha organizzati dodici, per noi che abbiamo studiato le tabelline, fa seicentoventiquattro persone dalla CGIL di Brindisi solo con i pullman.
Sosta. Puro caso, incontro un pullman di Lecce dello SNALS è colmo. Arriviamo a Roma. Eur Palasport. Metropolitana fino a Termini. Viaggiamo come sardine. Non so quante centinaia di pullman sono in quell'area di sosta. Finalmente a Termini. Proviamo a recarci al punto di incontro: Piazza della Repubblica. Non ci arriviamo né ci arriveremo mai come gruppo. È tutto pieno e sono le ottoetrenta. Decidiamo, in cinque coraggiosi: io e mia moglie, Maria Antonietta e Giovanni, Valentina, di muoverci autonomamente nella segreta speranza di incontrare Giorgia (mia figlia) e Matteo (figlio di Giovanni). Ovviamente non accade, ma riusciamo faticosamente a raggiungere il Tritone. Vogliamo arrivare a Piazza del Popolo, il corteo è denso, immobile, operiamo una scelta anarchica e decidiamo di lasciare il corteo e avviarci sulla via due Macelli, originalissimi ci sentiamo e astuti. Ovviamente anche li si è creato un altro corteo che cammina un po' più veloce. Finalmente piazza di Spagna. Ingorgo di manifestanti, qualche viuzza e arriviamo a Piazza del Popolo già stracolma. È evidente l'errore degli organizzatori, hanno clamorosamente sbagliato la stima. Sono le undici e trenta, abbiamo impiegato tre ore per raggiungere Piazza del Popolo e i nostri amici di pullman sono ancora li, a piazza della Repubblica, in attesa di muoversi.
Prendo in mano la situazione, dobbiamo riposare, occupiamo tre tavolini da Canova, ordiniamo tre squisiti aperitivi e ci godiamo la manifestazione. Si, mi posso permettere di offrire cinque aperitivi al Canova, e lo faccio con piacere, e lo racconto perché so che un sacco di gente per questo si indigna. Lo fanno i pauperisti, quelli che “i comunisti devono essere poveri”, i semplici invidiosi. Sono sempre stato dalla parte di chi combatte la povertà, per l'uguaglianza verso l'alto. Voglio un mondo nel quale i professori, tutti i professori si possono permettere l'aperitivo al Canova e anche una cena da Ricci. Non mi sembra troppo per chi costruisce futuro.
Alle quindici abbiamo appuntamento al pullman per il ritorno. Alle dodici e trenta partiamo da Piazza del Popolo con l'idea di percorrere il tragitto inverso, volevamo farlo in metropolitana. Ma le hanno chiuse, credo, malignamente, per rappresaglia. Ripercorriamo il tragitto fino a Termini osservando il corteo all'incontrario, un corteo che continua, denso, a dirigersi a Piazza del Popolo anche se i comizi sono finiti. Alle sedici si scatena la pioggia ma la manifestazione è finita, siamo in attesa degli ultimi due passeggeri, un Dirigente Scolastico e le sua signora, coinvolti nel “corteo di ritorno” e attardatisi per una città impreparata ad accogliere tuta questa gente.
Stanco ma felice, prendo posto e rifletto. Credo che bisogna ringraziare molti: sicuramente Maria Stella Gelmini, Ministro che ha saputo ricondurre all'unità verticale e orizzontale l'intero corpo della istruzione italiana. Tutte le scuole di ogni ordine e grado in ogni componente, e tutti i sindacati, dal più grande al più corporativo concordano sulla sua assoluta incapacità a occupare il posto che il patron le ha regalato.
Poi il Senatore Cossiga, il quale con la sua esternazione tra l'aterosclerosi e l'inconfessabile verità,  ha sputtanato ogni intento provocatorio.
Poi bisogna ringraziare Giove Pluvio, il quale ha martellato Roma con le sue valanghe d'acqua prima e dopo la manifestazione, ma non durante.
Poi bisogna ringraziare il Prefetto di Roma, Dr. Mosca, per aver immediatamente disposto di autorizzare altri due cortei vista l'ampia partecipazione.
E umana comprensione va data al Questore Caruso, costretto, immagino, a dire sciocchezze gigantesche (centomila partecipanti) per le quali, spero, si guadagni almeno un aumento di stipendio. L'elicottero della Polizia ha volteggiato spessissimo sulle nostre teste e lo abbiamo salutato tutti, basta contare le mani e, se proprio si vuole essere taccagni, dividere per due.
Io a casa ho portato tante cose oltre alle foto: gli occhi abbagliati dal giovane sorriso di Tina, maestra alla quale i bimbi hanno scritto una bellissima lettera; le orecchie deliziate dalla creatività musicale di tanti ragazzi per la strada, il cuore colpito della serietà di Stefano: la signora Gelmini non fa bene ai bambini; e, sono sempre un popolano, diciamolo: lo stomaco gratificato da un ottimo pezzo di focaccia di Annina. Mi tocca anche riportarmi i didimi ipertrofici per le puttanate che  mentitori di professione e leccapiedi televisivi hanno esternato.
Ma siamo gente avvezza ai martellatori gonadici, abbiamo palle di acciaio e non ci lasciamo certo intimidire, nemmeno da cento squadracce, nemmeno dalle minacce palesi o velate di alcuni pluri pregiudicati diventati parlamentari che invocano legalità, nemmeno dai giornali di Feltri e similari, nemmeno dalla televisione che, insoddisfatta delle leccate di Fede, chiama Licio Gelli a fare la voce narrante. Le altalene compiranno il loro ciclo.
Ad Majora ..

 


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